Articolo 14
1 ) Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2) Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
L’articolo 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è nel mondo in cui viviamo e nel nostro Paese ad oggi di scottante attualità. Purtroppo in numerose nazioni al mondo, le popolazioni versano ancora in condizioni drammatiche, dal Medio Oriente, all’Africa, continente nel quale sono ancora in corso numerosissime guerre per il controllo delle risorse naturali o dei territori, ad alcuni Paesi del sud-est asiatico e del Sudamerica.
L’Italia è sempre stato un Paese soggetto a forti ondate migratorie, negli ultimi anni tuttavia le leggi approvate dal governo italiano hanno assunto una direzione di forte chiusura verso il possibile ingresso di nuovi immigrati: un es. per tutti la creazione di centri di permanenza a Lampedusa e quindi l’arresto ai confini del nostro Stato delle correnti migratorie. A questi provvedimenti si sono aggiunte vere e proprie questioni morali: una prima e una seconda volta l’indifferenza e il mutuo scaricarsi responsabilità e competenze hanno avuto come esito la morte e la dispersione in mare dei corpi di uomini, donne, bambini, a largo delle acque territoriali italiane e di Malta.
Altre misure hanno fatto indignare l’opinione pubblica, come il rilevamento delle impronte digitali ai bambini rom o l’invito netto rivolto ai medici a denunciare il clandestino che si presenti in ospedale.
Nella maggior parte dei casi, gli immigrati in ingresso in Italia sono individui incensurati e solo in fuga dalla triste realtà del loro Paese che sono costretti a lasciare, a volte ricadono nel caso della tutela del soggetto asilante politico, in altri casi la criminalità organizzata è coinvolta invece nell’arrivo di questi individui, spesso anche a causa delle falle presenti nei nostri sistemi di controllo, o più tardi gli stessi per mancanza di alternative o di assistenza o di lavoro sono risucchiati in quei giri.
Quel che si dimentica troppo spesso è il background di tragedia, dolore, morte, paura, lutto che fa da sfondo all’arrivo di questi uomini, di questi bambini, di queste madri nel nostro Paese. Sfuggiti alla morte, al massacro gratuito, alle intemperie del mare o al soffocamento del trasporto in massa, in fuga da un posto che spesso amano ma nel quale non sono più al sicuro.
La peculiare situazione del nostro Paese, dal punto di vista geografico, dal punto di vista giuridico e dal punto di vista del funzionamento dello Stato sociale, ha originato tuttavia non pochi squilibri e non poche situazioni estreme: da una parte l’incuria nei confronti di situazione di emarginazione e degrado, la mancata accoglienza e il mancato inserimento, dall’altra parte concessioni e leggi a volte sregolate che hanno visto svantaggiati i cittadini italiani nella concessione di alloggi, posti negli istitui per l’infanzia e altre forme di assistenza rispetto agli stranieri.
La crisi economica iniziata poco più di un anno fa ha notevolmente contribuito a inasprire questo scenario. Quali le soluzioni per il nostro Paese nel pieno rispetto della dignità e dei diritti umani?