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Resistenza e Liberazione…che i libri non si tappino le orecchie
In questa giornata del 25 aprile, nella quale ricorrono i 65 anni della liberazione dell'Italia dal Fascismo e della vittoria della Resistenza Italiana, si leva un pensiero. Un pensiero alle vite perse tra le montagne, ai luoghi dove, come dichiarato dal nostro presidente della Repubblica, è nata la nostra cultura repubblicana e democratica, alla culla della Costituzione, un pensiero alle famiglie di quelle vittime.
Memori di quegli eventi, coscienti che la democrazia va difesa giorno per giorno, e che nessuno al mondo può arrogarsi il potere di riscrivere la storia tantomeno di mettere in discussione che quell'ordine democratico è effettivamente partito dal basso e è stato raggiunto con la forza degli ideali e della speranza di uscire da anni bui di morte e regime…Desideriamo commemorare questa data con dei versi di Gianni Rodari, dedicati ai fratelli Cervi (http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Cervi)
Teniamo sempre alta l'attenzione e sempre sveglie le coscienze! Come ci insegnano i filosofi greci: "Solo dopo avere conquistato la democrazia, i greci si accorsero di correre il pericolo di poterla perdere"
Buon 25 Aprile a tutti!
Ketty & Christian
Compagni Fratelli Cervi
Sette fratelli come sette olmi,
alti robusti come una piantata.
I poeti non sanno i loro nomi,
si sono chiusi a doppia mandata:
sul loro cuore si ammucchia la polvere e ci vanno i pulcini a razzolare.
I libri di scuola si tappano le orecchie.
Quei sette nomi scritti con il fuoco brucerebbero le paginette
dove dormono imbalsamate le vecchie favolette
approvate dal ministero.
Ma tu mio popolo, tu che la polvereti scuoti di dosso per camminare leggero,
tu che nel cuore lasci entrare il vento e non temi che sbattano le imposte,
piantali nel tuo cuore i loro nomi come sette olmi :
Gelindo,Antenore,Aldo,Ovidio,Ferdinando,Agostino,Ettore?
il tuo sangue sarà il loro poeta dalle vive parole,
con te crescerà la loro leggenda come cresce una vigna d'Emilia
aggrappata ai suoi olmi con i grappoli colmi di sole.
Articolo 2 – Ad ogni individuo spettano libertà e diritti…
Articolo 2 1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. 2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
…
Partiamo dal secondo punto di questo articolo, la valenza sovranazionale della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: proprio oggi che vi scrivo parlavo con un amico, militare italiano, per due volte in missione con i caschi blu dell'ONU in Libano, l'orgoglio di poter "rappresentare" una determinazione sovranazionale, alcuni dei principi di partenza sono appunto questi della Dichiarazione [...Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità. ...] . l'organizzazione delle Nazioni Unite, la Comunità Internazionale, nel caso che citava il mio amico casco blu, è stata talmente forte che per tutelare dei diritti di principio è intervenuta direttamente.
A quanto detto nel primo capoverso, non può che far seguito il commento: nel momento stesso in cui si afferma la sovranazionalità di alcuni principi, ricordiamo che parliamo di una Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Umani, quindi si da come presupposto la sua universalità: non si può certo tollerare, all'interno di una nazione, la violazione di quanto abbiamo visto enunciato, affermato con forza, nel primo articolo della dichiarazione e quindi [... Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. ...]. In quanto ciascun individuo, ciascuna persona, secondo il principio riportato nel primo articolo gode dei diritti generali di principio che non può altro che avere condivisi con i suoi simili, non possono certo entrare in vigore limitazioni o discriminazioni che non siano esse stesse dovute alla violazione del diritto stesso.
Di recente abbiamo introdotto la traduzione della "Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino" risalente alla Rivoluzione Francese, che divenne necessaria proprio per saldare le basi sulle quali la rivoluzione stessa era partita, dove il commento inserito in precedenza ha una sua evidenza: lo stato può limitare i diritti di una persona solo nel caso in cui questa sia intervenuta ledendo i diritti di altri. Introduciamo quest'ultimo commento come riflessione su come nella tutela dei diritti propri e altrui, lo stato a cui si fa parte, si veda costretto, ovviamente in condizioni che si configurano di illegalità, quindi nel caso in cui una persona eserciti la propria libertà per lederne altre, non permettere che ciò accada: la salvaguardia dei diritti di ciascuno significa che questi abbiano come limite i diritti medesimi degli altri appartenenti alla propria "comunità".
Le due facce dell’Iran
L’Iran,
in questo primo febbraio del secondo decennio del XXI secolo mi fa pensare letteralmente a un fiore nel deserto, un fiore che spine irte e pungenti trafiggono…
Pensando alla Comunità Internazionale, mi viene in mente un finto giardiniere che, guardandosi intorno, cerca esclusivamente piante da frutto e scansa il fiore preoccupandosi solo di una cosa: continuare ad atteggiarsi a guardiano.
Non si può non rimanere sgomenti nel mettere insieme le notizie che sconnesse ci arrivano dai media…destano già preoccupazione e un fremito in chi guarda dietro alle righe dell’ansa e assumono proporzioni ben maggiori se ci si ferma a pensare all’insieme del contesto.
L’Iran ad oggi è menzionato più in relazione all’allarme arricchimento dell’uranio che per citare le repressioni che colpiscono una grande parte della popolazione.
Questo primo particolare assume già connotati drammatici: ma come? Il Paese degli uomini e delle donne della rivoluzione verde, lasciati a se stessi o meglio alle bastonate delle milizie basiji, alle minacce di Khamenei e dei vertici religiosi e alle dichiarazioni folli di Ahmadinejad, appare poi sotto i riflettori dei media di tutto il mondo e viene additato a pericolo per la democrazia in relazione alla politica dei capi? Che politica è questa quindi? Una che coinvolge solo i rappresentanti diplomatici e le forze delle maggioranze dei Paesi? Dove è finita la politica democratica, dove le Organizzazioni nate nel secondo dopoguerra a tutela dei diritti delle minoranze, dei popoli, degli oppressi, dei manifestanti…di chi aspira a un rinnovamento democratico?
E ancora…a proposito delle azioni mirate a contrastare l’arricchimento dell’uranio (che ad oggi non registra comunque ancora percentuali allarmanti), si è citato l’isolamento dell’Iran, misure di embargo..Qui dunque il pungno di ferro non delude le aspettative e si procede altrimenti che per timidi avvertimenti.
La mia riflessione si sviluppa su un triplice livello e rimane ovviamente aperta all’arricchimento da parte di altre opinioni e pensieri: 1) Con quale diritto alcuni Stati che arricchiscono l’uranio e che hanno in passato fatto uso deleterio dell’atomica si arrogano oggi il potere di decidere chi sia autorizzato a fare lo stesso e chi no? 2) Purtroppo non possiamo negare che la Guardia della Rivoluzione al potere in Iran e lo stesso Ahmadinejad che imperterrito rimane al potere nonostante le proteste, le violenze e i morti che si contano sempre più numerosi da luglio 2009, rappresentino una forza fuori dal controllo e non facilmente gestibile. 3) Tuttavia misure quali l’embargo, l’interruzione degli scambi commerciali la chiusura delle frontiere sono efficaci nel dissuadere un progetto di armamento atomico dei vertici iraniani più di quanto non possano esserlo nell’affamare e vessare ulteriormente la popolazione?…quindi nello spegnere quell’anima già provata della democrazia iraniana?
Il sistema internazionale presenta enormi falle e il caso dell’Iran lo dimostra più di qualsiasi altro.
I diritti fondamentali di uomini, donne, anziani, bambini sono giorno dopo giorno calpestati, così che in Iran non si ha più sicurezza neanche della vita, tanto meno del potere levare liberamente la propria voce o dell’essere messi in grado di costruire un’alternativa futura valida a un regime odierno.
Quando arriverà il giorno in cui potremo levare la Dichiarazione dei Diritti Umani e sentire che essa viene rispettata con vero rigore e presa a punto di riferimento, quando la smetteremo di appoggiarci a protocolli e convenzioni passeggeri? I diritti fondamentali degli individui non “passano” mai…
K.F.