Storia Dichiarazione
Cenni storici sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani risale al 1945, quando gli Stati Alleati, dopo aver vinto la guerra contro il nazifascismo, sull’onda dell’indignazione su quanto successo durante la Seconda Guerra Mondiale in Europa e non solo, decisero di integrare tale Dichiarazione nello statuto stesso dell’ ONU, che andava a sostituire l’inconsistente Società delle Nazioni che dopo la Prima Guerra Mondiale non si dimostrò all’altezza del suo compito. Si tratta del primo documento strutturato su “cos’è una persona” sulla scia della tradizione dei principi etici che trovarono il loro posto nella nella Dichiarazione di Indipendenza statunitense e nella Rivoluzione Francese, principalmente, nella Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, principi che poi in larga parte hanno trovato il loro posto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1945. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani rimase una dichiarazione di principi, non con un un suo fondamento giuridico, che però fu alla base di lotte e conquiste durante il XX secolo che portarono ad affermarne la valenza universale, quindi per qualsiasi popolo o etnia, pensiamo all’uguglianza conquistata in Sud Africa, anche grazie all’intervento dell’ONU e degli stati mebri in forza del suo statuto di cui è parte integrante la Dichiarazione, e il confluire di questa nella Costituzione dell’Unione Europea. Molte figure storiche concorsero alla sua realizzazione, qui non possiamo, se non privilegiando o facendo un lungo elenco citarle tutte, anche perché il loro contributo fu una sintesi di quanto in anni di storia si riuscì a prendere atto e dichiarare sui diritti inalienalibili per ciascun essere umano. Il 10 dicembre 1948 veniva firmata a Parigi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.