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Articolo 1 – Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali…
Articolo 1
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza"
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L’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani potrebbe suonare scontato, sembrerebbe un principio che chiunque abbia ben consolidato dentro di sè… Tuttavia questa sarebbe un’affermazione piuttosto impegnativa per chiunque si ponesse poi a volerla spiegare, soprattutto nel nostro Paese, dove in tanti contesti suona a volte come un luogo comune o come belle parole…
Prendiamo questo articolo parola per parola: “Tutti gli esseri
umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”. Che cosa significa? Che se io passeggio per una strada e incrocio una qualsiasi persona che mi passa a fianco so che, per il solo fatto di essere nati come esseri umani, siamo uguali nella dignità che ci deve essere riconosciuta, io la sua, lui la mia, e nei diritti che siamo tenuti a riconoscere l’un l’altro … Ciò senza che nemmeno si sia avuta occasione di scambiare una parola, senza aver avuto modo di guardarlo in viso per capire la sua origine, di vedere vestiti e portamento, aver avuto una prima impressione del suo status socioeconomico … e nemmeno girandoci per vedere se entra in un’auto blu con la scorta o in una vecchia Cinquecento …
Questo rispetto risulta ben strano se pensiamo di vederlo veramente applicato… Sembra banale ma accennare al pregiudizio in questo momento risulterebbe utile: noi esprimiamo noi stessi attraverso le azioni che facciamo, concretamente, nel mondo che ci circonda … anche la legge giudica e punisce le Azioni commesse da persone, non giudica e punisce le Persone: una persona è “colpevole di aver fatto” non “colpevole di essere”. In quanto gli esseri umani sono dotati di “ragione e coscienza” , da ciò deriva un dovere, nella convivenza civile i diritti presuppongono anche dei doveri perché la loro esistenza sia giustificata: “Gli esseri umani devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”, in quanto il nostro essere è quello di essere tutti alla base umani: per costruire una civiltà riconoscere questo sarebbe un passo avanti molto rilevante …
Una civiltà matura impiega secoli di esperienza in atrocità e diseguaglianza, a volte estremamente traumatiche per riuscire a acquisirne vera consapevolezza: come per la Germania durante il periodo del nazismo … Non possono essere sorvolate le frasi in alcuni film tedeschi in cui davanti a crimini particolarmente atroci e disumani, si sente l’attore, forse sempre posato sino a quel momento, pronunciare la frase “[… allora non abbiamo imparato niente …]”…
Forse la maturità di una civiltà si misura proprio nel mettersi in discussione di fronte a principi di convivenza così basilari e mai scontati …
Articolo 12 – Diritto alla Privacy: un principio a tutela della vita di ogni persona
Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
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Tra i diritti civili, il consolidarsi del diritto a avere e godere di un proprio spazio definendolo privacy, ha avuto una certa difficoltà nell'affermarsi. Ciò in particolare in Paesi come il nostro privi di una vera propria tradizione su questo argomento, a differenza invece dei Paesi anglosassoni.
Il riconoscimento dell'esistenza di uno spazio privato dell'individuo, della persona, così come lo vediamo anche sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, in Italia faticosamente è cresciuto sino ad essere legittimato da norme e ad avere la vigilanza per la sua tutela da parte di un garante, il Garante per la Privacy.
Queste norme non sono applicabili evidentemente ai personaggi pubblici, la cui vita diventa di pubblico dominio, in rapporto anche all'incarico o all'occupazione da loro svolta. Ogni privato cittadino invece ha diritto alla tutela dei dati riguardantilo, tutela che ovviamente non può essere estesa a quelli dalla persona stessa resi pubblici: pensiamo ad esigenze di lavoro o a volte quasi alla creazione di una personalità pubblica, di una personalità professionale, lasciando da parte quella che è la parte privata. La legge tutela esplicitamente punti cruciali che possono rendere la persona vulnerabile ad attacchi da parte di entità molto più potenti di un singolo individuo: così è l'appartenenza a partiti politici, ad associazioni, molto di più il proprio stato di salute, presente o passato, il proprio orientamento sessuale. Tutto ciò per evitare che l'individuo subisca "lesioni del suo onore e della sua reputazione", spesso arbitrarie e basate su dati parziali.
La nostra legislazione già prevedeva una tutela nei confronti di queste ingerenze, pensiamo ai reati di calunnia o diffamazione. Ma qui siamo un passo avanti rispetto all'ingerenza di questo tipo, parliamo di onore, di reputazione…ma soprattutto parliamo del diritto ad avere una propria vita privata da non mettere continuamente sul banco della valutazione pubblica, più o meno orientata, o semplicemente a poter vivere, senza creare danno a nessuno e nel rispetto degli altri, la propria vita: "Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata".
Il principio della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani cita anche la corrispondenza, prima ancora della posta elettronica e dello spam, dove la nostra legislazione si è adeguata, con maggior rigore per la posta elettronica caratterizzata da più semplice recapitabilità…teniamo infatti ben presente questo concetto di recapitabilità, perché è quello su cui verte il trattamento dati su questo frangente p.e. inviare dei messaggi di posta elettronica non desiderati in modo insistente.
Il principio si conclude con ciò che abbiamo raggiunto ora con la nostra normativa in Italia: "Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni."
Il 28 gennaio di ogni anno, come vedete dall'immagine, si celebra la giornata europea della protezione dei dati personali.
…”Se questo è un Uomo”
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947)
Viveva un dì, narra la nostra storia, un uomo, umano e libero ed eguale come ciascuno di noi, per diritto, civiltà, dignità, fratellanza, ma di ciò qualcuno lo privò rendendo me e voi, portatori di un fardello di pena, dolore e responsabilità… (Christian C.)
….questo fardello è così prossimo nel tempo e nello spazio da sentirne ancora oggi l'enorme peso, sulle spalle, sul cuore, nella coscienza..Vorrei passare un poco di questo peso a te, figlio mio, e tu ai tuoi figli, per potere condividere lacrime, dolore e PER NON DIMENTICARE (Ketty F.)