Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
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Tra i diritti civili, il consolidarsi del diritto a avere e godere di un proprio spazio definendolo privacy, ha avuto una certa difficoltà nell'affermarsi. Ciò in particolare in Paesi come il nostro privi di una vera propria tradizione su questo argomento, a differenza invece dei Paesi anglosassoni.
Il riconoscimento dell'esistenza di uno spazio privato dell'individuo, della persona, così come lo vediamo anche sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, in Italia faticosamente è cresciuto sino ad essere legittimato da norme e ad avere la vigilanza per la sua tutela da parte di un garante, il Garante per la Privacy.
Queste norme non sono applicabili evidentemente ai personaggi pubblici, la cui vita diventa di pubblico dominio, in rapporto anche all'incarico o all'occupazione da loro svolta. Ogni privato cittadino invece ha diritto alla tutela dei dati riguardantilo, tutela che ovviamente non può essere estesa a quelli dalla persona stessa resi pubblici: pensiamo ad esigenze di lavoro o a volte quasi alla creazione di una personalità pubblica, di una personalità professionale, lasciando da parte quella che è la parte privata. La legge tutela esplicitamente punti cruciali che possono rendere la persona vulnerabile ad attacchi da parte di entità molto più potenti di un singolo individuo: così è l'appartenenza a partiti politici, ad associazioni, molto di più il proprio stato di salute, presente o passato, il proprio orientamento sessuale. Tutto ciò per evitare che l'individuo subisca "lesioni del suo onore e della sua reputazione", spesso arbitrarie e basate su dati parziali.
La nostra legislazione già prevedeva una tutela nei confronti di queste ingerenze, pensiamo ai reati di calunnia o diffamazione. Ma qui siamo un passo avanti rispetto all'ingerenza di questo tipo, parliamo di onore, di reputazione…ma soprattutto parliamo del diritto ad avere una propria vita privata da non mettere continuamente sul banco della valutazione pubblica, più o meno orientata, o semplicemente a poter vivere, senza creare danno a nessuno e nel rispetto degli altri, la propria vita: "Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata".
Il principio della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani cita anche la corrispondenza, prima ancora della posta elettronica e dello spam, dove la nostra legislazione si è adeguata, con maggior rigore per la posta elettronica caratterizzata da più semplice recapitabilità…teniamo infatti ben presente questo concetto di recapitabilità, perché è quello su cui verte il trattamento dati su questo frangente p.e. inviare dei messaggi di posta elettronica non desiderati in modo insistente.
Il principio si conclude con ciò che abbiamo raggiunto ora con la nostra normativa in Italia: "Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni."
Il 28 gennaio di ogni anno, come vedete dall'immagine, si celebra la giornata europea della protezione dei dati personali.