Diritti Umani e Autodeterminazione dei popoli – editoriale 20.08.09
Le vicende che hanno scosso e continuano a scuotere l’Iran, le minacce che pendono su uomini, donne, anziani da stamatina alle 7,00 in Afghanistan ci fanno riflettere su un punto: la tutela dei diritti umani e il diritto all’autodeterminazione dei popoli non possono essere pensati come due argomenti disgiunti.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fa riferimento all’esercizio di diritti connessi, quale il ricorso contro la violazione dei propri diritti presso Tribunali Interanzionali (il che tutela l’uomo in quanto cittadino di una comunità superiore mondiale al di sopra delle singole parti nazionali: si vedano la Corte dell’Aja, i tribunali contro i crimini di guerra e contro l’umanità), il diritto alla cittadinanza, il diritto all’associazione (all’articolo 20), il diritto alla partecipazione all’attività di governo all’art.21. Ma quello che possiamo chiamare il diritto all’autodeterminazione della propria sovranità popolare fino a che punto è tutelato e rispettato? In Iran ci troviamo dinanzi a un palese broglio elettorale, a una concezione del potere come possesso e personalizzazione dell’autorità anziché come dovere e responsabilità verso il “popolo-elettore”.In Afghanistan, i talebani tremano dinanzi alla eventualità di una emancipazione della popolazione dal giogo di uno Stato che si impone con la forza del fondamentalismo religioso e delle armi.In ambo i casi si vuole espropriare il popolo della facoltà di decidere e indirizzare il proprio destino, in Iran e in Afghanistan con la violenza e la repressione, in maniera palese e forzata. La Comunità internazionale tace e in molti casi non versa in situazioni più felici, poiché non è solo là dove la polizia o i basiji scendono in piazza a picchiare la gente con bastoni o a disperdere i dimostranti, che la democrazia è in pericolo. Lo è anche laddove la si da per scontata e i popoli stessi delegano non curanti la gestione della cosa pubblica a goveranti spesso irresponsabili o personaggi di dubbio profilo morale e intellettuale. “I greci capirono che la difficoltà non consisteva nel conquistare la democrazia ma nel mantenerla….Il sonno della ragione, e, direi della partecipazione, genera mostri.”.